Archivi del mese marzo, 2012

Atti vietati sulle strade e segnaletica (2°parte)

Vengono installati sul lato destro della strada e, nel caso di strade con due o più corsie per ogni senso di marcia, devono essere chiaramente visibili anche dai conducenti dei veicoli che percorrono le corsie interne, e vengono quindi ripetuti sul lato sinistro o al di sopra della carreggiata.

I segnali di pericolo, di norma,sono posti a una distanza di 150 m dal punto pericoloso da segnalare per dare la possibilità al conducente di diminuire la velocità ed arrestare il veicolo entro lo spazio di visibilità. Tali segnali possono essere posti a una distanza inferiore a 150 m in relazione alla situazione dei luoghi, nelle strade urbane con velocità massima non superiore a 50 km/h.

Nei casi in cui non sia possibile rispettare la distanza di posizionamento stabilita, il segnale deve essere munito di un pannello integrativo indicante la effettiva distanza dal pericolo. I segnali di pericolo possono essere muniti di pannelli integrativi con le seguenti finalità:

– indicare la Distanza dal punto pericoloso;

– indicare l’Estesa (lunghezza) del tratto stradale pericoloso;

– indicare il Tempo di validità durante il quale vige il pericolo;

– indicare l’Inizio, la Continuazione, la Fine di un pericolo;

– indicare, mediante simboli o concisa iscrizione, la spiegazione del

significato del segnale o aggiungere una indicazione.

In caso di abbinamento di un segnale di pericolo con uno di obbligo sullo stesso sostegno, il segnale di pericolo è sempre al di sopra.

Segnali relativi a strada deformata, dosso e cunetta

STRADA DEFORMATA: presegnala un tratto di strada in cattivo stato o con pavimentazione irregolare. Può essere integrato con un pannello di Estesa, che indica cioè la lunghezza del tratto in cattivo stato. Può essere accoppiato con segnale di Limite massimo di velocità. Se a f o n d o giallo, è posto in presenza di un cantiere stradale.

• Indica di rallentare per evitare eccessive sollecitazioni alle sospensioni.

DOSSO: presegnala un tratto di strada con variazione di pendenza pericoloso per limitata visibilità. Può presegnalare rallentatori di velocità (in questo caso deve essere posto almeno 20 m prima) oppure un ponte a schiena accentuata.

* Il segnale indica che è vietato il sorpasso in prossimità o in corrispondenza dei dossi nelle strade ad una carreggiata a due corsie e a doppio senso di circolazione. È consentito solo se la strada è a due carreggiate separate o a carreggiate a senso unico o con almeno due corsie con lo stesso senso di marcia e vi sia tracciata apposita segnaletica orizzontale.

* È vietata la fermata e la sosta sui dossi e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità.

* Il segnale comporta divieto di inversione del senso di marcia in prossimità o

in corrispondenza dei dossi.

// segnale Dosso comporta II divieto di sorpasso sui dossi nelle carreggiate a due corsie e a doppio senso di marcia per evitare possibili gravi collisioni con veicoli sopraggiungenti dal senso contrario.

CUNETTA: presegnala un tratto di strada pericoloso con sensibile variazione di pendenza. Si trova prima di un tratto in discesa seguito da uno in salita.

Comporta l’opportunità di moderare la velocità per evitare eccessive sollecitazioni alle sospensioni.

Politiche a sostegno dei giovani

Per quanto riguarda i minori che si trovano in particolari situazioni a rischio, sono previsti ricoveri in istituti. Tale intervento risponde ad una esigenza di tutela del minore, poiché il ricovero in una struttura protetta consente di trovare risposte immediate al suo bisogno di istruzione e vita relazionale, nonché soddisfacimento di bisogni primari che, spesso, il nucleo di appartenenza non riesce a garantire. Il ricovero può essere autorizzato dall’Amministrazione Comunale a richiesta di uno dei genitori, ma può essere disposto anche dall’Autorità Giudiziaria minorile. E’ previsto nelle forme di semiconvitto o convitto intero, sulla base delle indagini socio-familiari svolte dall’assistente sociale. Il Servizio Sociale del Comune è tenuto a segnalare all’Autorità Giudiziaria i casi di abbandono e maltrattamento di minori. Vigila inoltre sull’osservanza degli obblighi da parte degli Enti di assistenza che ricoverano i minori e svolge, di concerto con l’Autorità Giudiziaria, indagini e accertamenti di ordine psicologico, sociale e familiare in favore dei minori sottoposti a provvedimenti giudiziari. Ai minori che appartengono a nuclei familiari in situazioni di bisogno è inoltre offerto un servizio di soggiorni ricreativo culturali. Esiste inoltre un servizio che il Comune riserva agli orfani (di padre e/o di madre) al di sotto del 18 anno di età, a cui si riconosce un contributo economico che varia in base al numero degli orfani presenti nel nucleo familiare e al reddito complessivamente posseduto. Viene erogato fino al 21 anno di età dell’orfano e fino al 26 se universitario o equiparato.

Questi sono gli interventi che il comune offre agli indigenti. Ci sono da segnalare sul territorio due centri, un Segretariato sociale, ubicato in contrada Amabilina, provinciale, e un Centro di aggregazione e mediazione familiare, a Sappusi, comunale che assistono alcune centinaia di utenti ciascuno. Entrambi gli enti accolgono e cercano di far integrare minori appartenenti a nuclei familiari disagiati, promuovendo attività ludiche, laboratori vari, colonie estive. Molti interventi mirano, come ci ha confermato la responsabile del Segretariato Sociale di Amabilina, a far integrare soggetti adulti, che naturalmente tendono a isolarsi con i l mondo che li circonda, facendo frequentare posti che difficilmente potrebbero frequentare viste le condizioni economiche molto precarie. Ad esempio la responsabile ci ha raccontato che organizzano una volta ogni tanto delle cene in pizzeria per adulti, o che li portano a vedere qualche spettacolo teatrale, inoltre si fanno partecipare a delle colonie estive in spiagge frequentate dalla cosiddetta “Marsala bene”, cercando di cogliere tutte le occasioni che il territorio offre per far integrare questi soggetti.

Alla nostra domanda sugli effetti di questa tipologia di interventi, ci è stato risposto che ad un’iniziale imbarazzo è seguito un salutare circolo virtuoso, per cui i soggetti stessi cominciano a rapportarsi in modo più positivo con il mondo esterno, mutando perfino il rapporto con il proprio corpo. Ad un circolo vizioso che porta (come abbiamo visto nel terzo paragrafo della prima parte del lavoro) i soggetti a rassegnarsi allo status quo e a innescare comportamenti che conducono a un rafforzamento delle cause di esclusione (tra cui la poca cura del proprio aspetto fisico), si sostituiscono lentamente comportamenti positivi, di apertura verso gli altri, sia con la nascita di nuove relazioni amicali laddove prima esistevano rapporti molto labili nella contrada di appartenenza, sia aprendosi a quegli spazi del territorio comunale che prima venivano evitati per timore di venirne esclusi (l’esempio che ci è stato fatto riguarda una particolare spiaggia, che pur aperta a tutti, veniva evitata perché frequentata da in buona parte da soggetti benestanti).

L’importanza del 3° settore nelle politiche pubbliche (3°parte)

Importante, dunque, è risultato per la nostra ricerca empirica l’individuazione di queste relazioni parentali – amicali, caratterizzati da un rapporto di reciprocità delle prestazioni, forme di solidarietà che contribuiscono a superare momenti di crisi economica dei soggetti e mitigano quello che potrebbe essere i l malessere economico di famiglie a rischio povertà. Infatti, nei momenti difficili, più che rivolgersi all’esterno, si preferisce ricorrere all’aiuto dei circoli familiari. Dai dati raccolti nel corso della ricerca abbiamo potuto constatare come nella fascia rurale le richieste di intervento a realtà esterne, e cioè operatori di terzo settore parrocchiali o associazioni varie, siano quasi pari a zero ( come vedremo più avanti). Le realtà territoriali a maggior rischio povertà sono concentrate nei villaggi popolari siti lungo il confine che separa l’area urbana da quella extraurbana. Per la nostra ricerca abbiamo ritenuto opportuno intervistare persone che direttamente toccano con mano il fenomeno in oggetto di studio, focalizzando l’attenzione sulle parrocchie delle contrade più popolose e delle zone storicamente più toccate dal problema. La tesi da cui siamo partiti della notevole incidenza delle relazioni familiari nel mitigare il rischio povertà viene confermata dai dati raccolti. Infatti nelle realtà extraurbane, della cui conformazione abbiamo già discusso, il fenomeno si manifesta molto raramente, con punte che non superano quasi mai L’1,5% della popolazione dell’area considerata. Nella tabella 2, a fine paragrafo, possiamo vedere i dati rilevati nelle parrocchie Maria Ss. Bambina e Maria Ss. Addolorata, che comprendono rispettivamente le contrade Casablanca, Berbaro, Berbarello, Terrenove, Fossarunza, Bambina, Ponte Fiumarella, Ventrischi e Pastorella, Cuore di Gesù, Fornara e Strasatti.

Risulta evidente dai dati forniti che in queste realtà extraurbane i l problema quasi non sussiste, mentre diventa rilevante nelle tre unità territoriali di competenza delle Caritas delle parrocchie S. Giovanni Maria Vianney, S. Francesco di Paola, Madonna della sapienza. Il maggior numero di interventi sono stati realizzati nei villaggi popolari di contrada Amabilina, di via Istria – via Regione siciliana, Villaggio Sappusi, via Grotta del toro, aree, come noto, storicamente afflitte dal problema in esame. In un primo momento è nostra intenzione rivolgere l’attenzione alle tipologie di interventi a sostegno degli indigenti e vedere se nell’individuazione della ‘povertà’ le istituzioni. Gli interventi da parte del comune sono molteplici.

Partiamo intanto parlando dell’assegnazione di alloggi di edilizia popolare residenziale pubblica, a cui si concorre a seguito della pubblicazione, da parte del Comune, di un bando generale. Ogni anno viene pubblicato un bando integrativo che consente la partecipazione al concorso a chi non ha richiesta di alloggio con il bando generale, o vuole far valere ulteriori requisiti ai fini dell’assegnazione. Occorre presentare la domanda, su apposito modello, entro 60 giorni dalla pubblicazione del bando, nel quale sono indicati i documenti da allegare. Le domande presentate rimangono valide fino alla pubblicazione di un nuovo bando generale di assegnazione. La graduatoria degli aventi diritto viene riformulata annualmente con possibilità di effettuarne lo scorrimento fino all’emissione del bando generale. Per quanto riguarda gli anziani, il comune offre la possibilità di un ricovero in istituto. Ne possono beneficiare gli anziani privi di adeguata assistenza, quando i congiunti, obbligati per legge agli alimenti, non riescono a soddisfare le sue esigenze primarie e le necessità di vita relazionale. Inoltre, il ricovero è esteso anche a adulti inabili che abbia una situazione familiare (economica ma non solo) tale che nessuno si possa occupare in modo adeguato del soggetto.

L’importanza del 3° settore nelle politiche pubbliche (2°parte)

Attraverso questo sistema di registrazione è possibile sottoporre le organizzazioni iscritte a controlli che si svolgono periodicamente al fine di accertare la loro situazione patrimoniale e finanziaria, gli obiettivi e i l grado di professionalità e qualificazione del personale, la conformità dei contratti di lavoro rispetto alle norme nazionali. Alcune forme organizzative sembrano godere di maggiori privilegi poiché ritenute maggiormente in grado di garantire una gestione efficiente di determinati servizi sociali. E il caso delle cooperative sociali riconosciute dalla legge nazionale 381/1991. Tale norma, in particolare, ne individua due tipologie:

– Cooperative finalizzate alla fornitura di servizi alla persona (di tipo A);

– Cooperative finalizzate all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati (di tipo B).

La legge riconosce a questa particolare forma di organizzazione non-profit, dei trattamenti di favore e gli enti locali hanno palesato una netta preferenza per l’affidamento di numerosi incarichi. Ciò ha condotto alla proliferazione delle cooperative sociali (in particolare quelle per l’inserimento lavorativo) su tutto il territorio nazionale. Anche se i l finanziamento pubblico dei servizi più costosi avviene ancora secondo meccanismi tradizionali, alcuni comuni hanno introdotto delle forme di concorrenza amministrata per il finanziamento dei servizi di supporto e per quelli ricreativi (trasporto, soggiorno di vacanza per minori disagiati ecc.). Secondo le nuove regole, che disciplinano le modalità di finanziamento per la fornitura di servizi sanitari, sono i comuni e le regioni a dover stabilire le tariffe da applicare per la remunerazione dei fornitori. I fornitori ricevono un accreditamento, da parte della pubblica amministrazione, per poter svolgere le loro attività. La pubblica amministrazione definisce anche i criteri tecnico-professionali dell’accreditamento (in modo da garantire un minimo di qualità dei servizi), mentre i fornitori sono in reciproca competizione per la vendita dei loro servizi all’ente pubblico. Infine, bisogna sottolineare che il sistema di concorrenza amministrata attualmente sta assumendo una notevole estensione, soprattutto a livello locale. Si predilige infatti questa modalità di regolamentazione dei rapporti tra enti locali e terzo settore. Gli attori sociali operanti in questo ambito possono, infatti, scegliere di affidarsi alle forze di domanda del mercato e lasciare che gli enti locali si limitino solo all’erogazione dei finanziamenti (che come visto vanno ai fornitori giudicati più affidabili), mentre la richiesta sarà dettata dai cittadini e dalle loro necessità. L” introduzione di meccanismi di concorrenza amministrata, potrà favorire, nel breve periodo, l’apertura di un ” mercato dei grandi servizi ” di grandi dimensioni e l’accrescimento dei livelli di qualità e professionalità (per anni ignorati dalla pratica del contracting-out) offerti ai cittadini.

Il territorio marsalese è caratterizzato da una struttura molto eterogenea e, proprio per questo, complessa. Marsala è una città territorio, esattamente la quinta città siciliana per la sua estensione territoriale, ed è suddivisa in 98 contrade e quattro isole. La popolazione anagrafica del comune, al 31/12/2004 risulta essere residente, per il 40,02 % nell’area urbana e per il 59, 98 % nell’area extraurbana. La contrada più popolata è Amabilina, con una concentrazione pari al 4,25% dei residenti del comune, seguita da Strasatti con il 3,95% .L’attività economica prevalente sul territorio è un’agricoltura soprattutto legata alla produzione vitivinicola e all’industria agroalimentare.

L’importanza del 3° settore nelle politiche pubbliche

La pervasività del terzo settore si evidenzia in rapporto a quei servizi più innovativi nei confronti dei quali non si è avuto un impegno politico esplicito (immigrati, extracomunitari, ex carcerati ecc.). Attualmente, più dei V* della spesa pubblica assistenziale viene trasferita alle organizzazioni non-profit. La situazione attuale è stata favorita anche da quelle norme che limitano la possibilità di assunzione del personale da parte delle amministrazioni locali. Affidando la gestione dei servizi a terzi, gli enti locali evitano così di sostenere costi del personale. La delega al terzo settore è, dunque, un’operazione vantaggiosa dal punto di vista economico. Grande rilevanza assumono i cambiamenti recenti relativi alle modalità di finanziamento non-profit. Questi cambiamenti derivano in parte dalle necessità degli enti locali e in parte dalla nuova normativa che regola il sistema dei finanziamenti pubblici. In passato le amministrazioni locali affidavano la gestione di gran parte dei servizi alle organizzazioni senza scopo di lucro, senza curarsi del contenuto dei progetti o che vi fossero le risorse finanziare per coprire l’intero servizio; inoltre i l finanziamento veniva concesso tramite trattative private senza che ci fossero le condizioni per la creazione di un mercato concorrenziale tra i potenziali fornito dei servizi. Negli anni ’90, ci si è mossi nella direzione di una maggiore trasparenza per ciò che concerne l’assegnazione dei finanziamenti (introduzione di gare di appalto) e verso il consolidamento di un mercato concorrenziale. La legislazione nazionale e regionale hanno imposto, quindi, alle amministrazioni locali di introdurre meccanismi trasparenti e competitivi per l’affidamento dei servizi ai privati. I finanziamenti vengono quindi effettuati tramite convenzioni per l’erogazione dei servizi.

La legislazione sul contracting-out sembra aver creato quel sistema più trasparente e competitivo auspicato a partire dagli anni ’90. ciò è stato possibile dopo aver recepito la normativa europea in materia di appalti pubblici. Il D.Lgs. 157/1995, che recepisce in Italia la direttiva CEE 92/50, prevede l’obbligo di indire gare di appalto per l’affidamento della gestione dei servizi, il cui costo complessivo superi i 20000 ECU. La stessa legge fissa i criteri per aggiudicarsi la gara di appalto:

• Entità di prezzo;

• Il miglior rapporto tra qualità dei servizi offerti.

Un tempo, le convenzioni stipulate tra la pubblica amministrazione e organizzazione non-profit erano basate sulla logica del “massimo ribasso” senza prendere in considerazione fattori tecnicoprofessionali. In altri termini, l’attenzione era focalizzata sul fattore prezzo senza considerare la qualità dei servizi erogati. Più precisamente la “logica del massimo ribasso” voleva che ad aggiudicarsi il servizio era l’operatore che, a parità di out-put, offriva il prezzo più vantaggioso, è facilmente intuibile, che i livelli qualitativi del servizio offerto non avevano grande rilevanza. Diversa è la logica “dell’offerta più vantaggiosa” che coniuga la valutazioni basate sul prezzo e quelle basate sulla qualità; in tal senso non è rilevante soltanto il prezzo. Centrale diventa il criterio di qualità secondo una logica completamente estranea alle procedure di assegnazione precedenti. A seguito dell’emanazione della nuova normativa, che vincola le organizzazioni ad entrare in possesso di determinati requisiti, per accedere al finanziamento pubblico, diverse regioni hanno istituito dei registri regionali delle organizzazioni non-profit la cui iscrizione risulta essenziale per accedere al convenzionamento.

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